Via ferrata G.Brizio - Gran Sasso (AQ)

Era l'estate del '97 quando Andy, Felix, VicK ed io pensammo fosse il caso di cimentarsi in un'Impresa mai realizzata prima d'ora: quella di imbragarci con corda e moschettone e sfidare la montagna sulla via ferrata Brizio, sul Corno Grande del Gran Sasso.

Dopo esserci svegliati all'alba del 1 Agosto 97, in un campeggio vicino l'autostrada Roma-L'Aquila, Assergi, a 1100 m. s.l.m., e dopo aver passato la notte al freddo, perché solo VicK s'era portato il sacco a pelo (paraculo); ci lavammo, per modo di dire, con l'acqua gelata del campeggio e subito ci si presenta il primo problema: quel cazzaro di Felice, che non ha la macchina ci aspettava alle 8 a L'Aquila, alla fermata del pullman che partiva dalla stazione Tiburtina.

Convinto Vittorio a non espletare totalmente tutte le pulizie della mattina (solitamente per lui 2,15 ore) lasciamo Andy a "casa" e ci dirigiamo con la sua macchina (la famosa Fiesta nera di Genova) a prelevare il quarto incomodo. Dopo vari giri dell'Abbruzzo riusciamo a ritornare al campeggio dove Andy ci aspettava impaziente. Finalmente verso mezzogiorno raggiungiamo faticosamente Campo Imperatore, punto di partenza della nostra Impresa.

Dopo abbondante colazione cominciamo la salita, e poi la salita, e poi la salita: dopo un paio d'ore di cammino su stradine da "ciglio di burrone", passiamo per una ripida valle il cui nome ci confortò subito: "Valle degli invalidi". Sicuramente più attenti nel camminare, raggiungiamo finalmente un punto molto in alto e lì ci aspettava una sinistra stele commemorativa: "Qui comincia la strada ferrata G. Brizio...". Dopo esserci grattati e tutti contenti della semplicità dell'inizio (la solita stradina sterrata), eravamo certi che sarebbe continuata così fino alla fine... quando vediamo delle strane corde d'acciaio sospese sul dirupo. A cosa serviranno, ci chiedemmo?! "Proviamo ad attaccarci il moschettone" suggerì Andy.

Andammo avanti così per ore, Andy e Felix avanti un miglio che si erano dimenticati che facevamo anche noi parte della gita, VicK con continui giramenti di testa per le vertigini e per la preoccupante pendenza della parete ed io che non sapevo se aspettare Vittorio, seguire gli altri due o buttarmi giù nel dirupo.

Alla fine riuscimmo a riunirci tutti e quattro in un punto difficile: la fune di metallo era lentissima a causa del distacco dalla parete di alcuni chiodi. Andy andò per primo e rimase per quindici minuti scioccato in un angolo a dire "non si può fare, è impossibile". Queste sono quelle parole che non bisogna mai pronunciare davanti a Felice: "Niente è impossibile!" disse Felice precipitandosi verso la parete... Dopo un pò una voce dall'altra parte della parete ci incitò a venire avanti, che quel pezzo era una cazzata.

Molto tempo dopo, cioè dopo che Vittorio era riuscito miracolosamente a sconfiggere la sua attrazione per il vuoto e a superare il "masterpiece", sentimmo delle voci che si avvicinavano. Un signore di almeno settant'anni con signora venivano nella nostra direzione sulla ferrata. Incontrandoli li avvertimmo della pericolosità del passaggio, dato che mancavano alcuni chiodi e pioli sulle scalette. "Nessun problema!" disse il vecchio scalatore. Pochi secondi dopo era passato per il verso contrario e insieme alla moglie su quel pezzetto da alpinista provetto, con una grazia e una leggerezza a noi ignote. Allora ricordai quella sensazione di impotenza che mi viene sempre quando, dopo ore di fatica per raggiungere una vetta o un altipiano scorgi in lontananza una tranquilla signora con carrozzina che ti guarda come se salire lì sopra fosse stata la cosa più facile di questo mondo.

Comunque fattaci forza, dopo l'ennesima umiliazione, riprendemmo la marcia e portammo a termine la sofferenza. Dopo la lotta per convincere Felice a tornare indietro ("Voglio fare anche la scalata del Corno Piccolo!!"), riuscimmo ad invertire la marcia e a ritrovare la mulattiera che ci avrebbe riportati, dopo circa 8 ore totali di cammino, a Campo Imperatore, il luogo di partenza.

E lì capii cosa voleva dire la Bibbia quando parlava di Terra Promessa.

Giudizi: Andy: Bello, Dany: Stupendo, Felix: Cazzata, VicK: Irripetibile (perché c'ho le vertigini)

Vecchio emissario del lago di Nemi (RM)

Lago di Albano (RM)

Fabbriche di Careggine (LU)

Il paese sommerso

Monte Cavo (RM)

Il panorama sui laghi

Passeggiata alta sul lago di Nemi (RM)

Rafting Cascate delle Marmore (TN)

Fosso di Ponte Terra - Tivoli (RM)


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